Pistole - Beretta MOD 1951 7.65x22mm Parabellum | 7.65x22mm Luger | .30 Luger

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Pubblicato il 19 Novembre '25
Modificato il 29 Novembre '25
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Euro € 750,00

Descrizione

Marchio Armi Beretta
Modello MOD 1951
Anno di Produzione 1963
Calibro 7.65x22mm Parabellum | 7.65x22mm Luger | .30 Luger
ARMA UNICA NEL SUO GENERE BERETTA 1951 CON MATRICOLA 01951

POSSIBILITA DI SPEDIZIONE IN TUTTA ITALIA

"Durante l’ultima guerra si è decisamente affermata l’adozione del calibro 9 millimetri («parabellum») per le pistole automatiche destinate alle forze armate e ai reparti di polizia, e ciò sia per le ottime caratteristiche balistiche, sia per la necessità di unificare i calibri della pistola e del moschetto-mitragliatore (mitra) di impiego sempre più diffuso presso le forze armate dei vari paesi.

È noto che oltre a difficoltà di approvvigionamento e di addestramento, la varietà dei calibri nelle armi portatili può provocare notevoli inconvenienti nel settore logistico di un'unità operante.

La necessità di un’unificazione del calibro nelle pistole e nei mitra è particolarmente sentita dalla marina e dall’aeronautica, i cui reparti speciali sono spesso impegnati in azione di sbarco, in operazioni di gruppi isolati, servizi di polizia ecc.

Le notevoli difficoltà di rifornimento aggravate dalla particolare dislocazione di queste unità (teste di ponte isolate, porti, semafori, aerodromi, eccetera) impongono di ridurre al minimo i tipi di cartucce delle armi in dotazione al reparto.

Per le considerazioni brevemente sopra esposte, la fabbrica d'armi Pietro Beretta ha creduto opportuno di realizzare una pistola calibro 9 millimetri lungo, la quale risponde alle caratteristiche allegate e che rappresenta l’esperienza acquisita nella fabbricazione di oltre 2 milioni di pistole automatiche, esperienza riferita anche a quanto è stato realizzato di meglio dall'industria estera.”

Così inizia la “Prefazione” del Libretto d’istruzioni allegato dalla Beretta alla sua nuova Mod. 1951.

La Mod. 1951 fu subito adottata come arma d’ordinanza dalla Pubblica Sicurezza, e in seguito anche dalla Marina Militare.
L’Esercito, con la sola esclusione di qualche reparto dedicato, e i Carabinieri, passeranno invece direttamente dalla 34 alla 92, molti anni più tardi. Inizialmente vennero prodotti anche dei lotti con il castello in lega leggera (Ergal), una soluzione che consentiva di risparmiare circa 170 g di peso, ma non venne ritenuta molto convincente.

Quasi tutte queste armi furono destinate alla Colombia. In seguito, l’esperimento venne ripetuto nel 1975 con un nuovo lotto più consistente, destinato alla Polizia Italiana e in pochi lotti all'SVAPTI della GDF.

Oltre che in ambito militare, la nuova Beretta ebbe successo anche in campo civile.

Negli USA, ad esempio, venne da subito commercializzata col nome di “Brigadier”, che nel 1969 venne mutato in Mod. 104. Ma in Italia… allora come oggi il calibro 9 Parabellum era considerato figlio del demonio e assolutamente vietato ai civili.

Dato che però l’arma era ambita, nel 1963 l’armeria Ravizza di Milano, che aveva sempre avuto rapporti privilegiati con la Beretta, chiese e ottenne dalla stessa la produzione di un piccolo lotto di 1951 in calibro 7,65 Parabellum; questo, oltre a essere il massimo “grosso calibro” permesso ai civili dell’epoca, presenta notevoli analogie con il 9 Para, il che rese molto facile la conversione, che venne realizzata con la sola sostituzione della canna e della molla di recupero.

Questo primo lotto, costituito da 1933 esemplari numerati da 01001 a 02933, venne prodotto fra il settembre e il novembre del 1963 e venduto in toto all'Armeria Ravizza di Milano.

L'ARMA IN NOSTRO POSSESSO E' MATRICOLA 01951

Queste armi presentano una finitura particolarmente curata e riportano la matricola su carrello, fusto e canna. Dato il successo di vendite ottenuto, la Beretta avviò nel 1968 la realizzazione di un secondo lotto, riprendendo (con il numero 02934) la serie matricolare da dove si era interrotta.

La produzione cessò nel 1972, con il numero 05459.

L’immissione sul mercato risultò evidentemente più diluita nel tempo e le forniture riguardarono diversi clienti, con ordini anche dall’estero. Il livello di finitura è leggermente inferiore e il numero di matricola è impresso solo sul fusto. Inoltre, le fresature di presa sul carrello passano da 33 a 30, magari per risparmiare qualcosa. Di queste armi sono inoltre noti pochissimi pezzi con caratteristiche da tiro, forse realizzati dalla Beretta come esemplari unici su specifiche richieste di singoli clienti.

Nel 1971, visto il successo ottenuto, la Beretta decise di realizzare un modello a sé stante della pistola in calibro 7,65 Parabellum, appositamente destinato al mercato civile; nacque così la modello 952, un’arma che, fatta eccezione per le scritte sul carrello, era assolutamente identica alla sorella maggiore. Si disse che la sua nascita fosse dovuta ad alcuni problemi, legati al fatto che nella 1951 in 7,65 Para si poteva tranquillamente montare una canna in 9 Para, proibitissima, ma acquistabile in Svizzera dove il calibro “cattivo” era libero.

Nella 952 sarebbero quindi state cambiate alcune quote del carrello, in modo da rendere impossibile questa conversione.

Questa affermazione è stata scritta, ripetuta ed accettata da tutti come verità rivelata per decenni.

Poi, alla fine del 2012, in un articolo di una nota rivista, l’autore (Ugo Menchini, non uno qualunque) afferma che “Tutte queste belle storie […] sono state smentite da una prova effettuata in Beretta, dalla quale risulta che le canne in calibro 9 si possono tranquillamente montare sulla 952”.

Punto. Cancellata di colpo quella che – a questo punto – è stata una leggenda metropolitana per anni visto l'avvento delle canne in 9x21 e ora in 9 para per le 51 e le 52.

Resta il fatto che la Beretta si sforzò di differenziare il più possibile la sua nuova pistola civile dalla versione “militare”, con il cambio di nome (e di scritte sul carrello, operazione non priva di costi), l’adozione di una nuova serie matricolare e – forse – mettendo in giro ad arte queste voci.

Perché, lo si può solo immaginare. La produzione iniziò nel 1972 e terminò nel 1983. Si conoscono quattro varianti, l’ultima con il fusto in lega leggera e tacca di mira regolabile.

Posizione

Provincia
Milano
Città
Abbiategrasso
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