Pubblicato il 03 Aprile '26
Modificato il 03 Aprile '26
Inserito da Powergun ( Armeria/Commerciale
)
Visto da 189 persone
Descrizione
| Marchio Armi | ...Altro | Non elencato |
| Modello | HW22 |
| Anno di Produzione | 2012 |
| Calibro | .22 LR Long Rifle |
Weihrauch HW22 EVIDENTI SEGNI DI PORTO 8 shots Numero catalogo:12556 (arma comune)
Si tratta di un piccolo revolver che abbandona i canoni tradizionali delle armi Arminius per ricalcare, o cercare almeno di ricordare esteticamente, lo Smith & Wesson 36 o Chief Special, il revolver più diffuso in assoluto tra quelli tascabili: la proposta Weihrauch, denominata HW 22, è camerata
per il sempreverde 22 Long Rifle e utilizza un tamburo a otto colpi. Ovviamente, date le caratteristiche, tra cui la canna inferiore ai 2” e la struttura degli organi di mira, il
piccolo revolver non è classificato sportivo ma ricade tra le comuni. Iniziamo a descrivere la meccanica di questa piccola arma. Il funzionamento è ad azione mista e le componenti sono realizzate con ampio ricorso a lamiere tranciate e microfusioni, senza alcun
aggiustaggio apparente: il castello, per esempio, risulta gettato in una qualche lega leggera e, al suo interno, sono realizzati di fusione i supporti dei meccanismi mentre la piastra
laterale che chiude l’accesso alla meccanica lascia fughe ben visibili. Interessante, comunque, il ricorso a un sistema di sicurezza dotato di transfer bar che impedisce lo sparo se il grilletto non è premuto a fondo, mentre suscita qualche perplessità il ricorso a semplici lamierini per componenti fondamentali quali il fermo del tamburo e l’impiego di una semplice molla a filo, veramente poco
potente, per spingere in avanti il braccetto che fa ruotare il tamburo. Altra caratteristica
da considerare è l’esiguità delle otto sporgenze – realizzate sulla stella di rotazione del
tamburo – su cui il braccetto deve agire; il rischio di usura non è trascurabile, anche se
l’arma in oggetto non è stata progettata per un uso intenso, così come d’altronde sono
un po’ tutte le snub. Lo scatto, pur non “da gara”, è accettabile: discreto in singola azione
e non troppo duro in doppia, anche se viziato da qualche attrito; il grilletto, in acciaio, è
abbastanza sottile e lo sforzo in doppia sembra maggiore di quanto non sia in realtà; in
particolare, la forma della parte superiore ha un netto spigolo che rischia di risultare
fastidiosa al dito che spara.
Si tratta di un piccolo revolver che abbandona i canoni tradizionali delle armi Arminius per ricalcare, o cercare almeno di ricordare esteticamente, lo Smith & Wesson 36 o Chief Special, il revolver più diffuso in assoluto tra quelli tascabili: la proposta Weihrauch, denominata HW 22, è camerata
per il sempreverde 22 Long Rifle e utilizza un tamburo a otto colpi. Ovviamente, date le caratteristiche, tra cui la canna inferiore ai 2” e la struttura degli organi di mira, il
piccolo revolver non è classificato sportivo ma ricade tra le comuni. Iniziamo a descrivere la meccanica di questa piccola arma. Il funzionamento è ad azione mista e le componenti sono realizzate con ampio ricorso a lamiere tranciate e microfusioni, senza alcun
aggiustaggio apparente: il castello, per esempio, risulta gettato in una qualche lega leggera e, al suo interno, sono realizzati di fusione i supporti dei meccanismi mentre la piastra
laterale che chiude l’accesso alla meccanica lascia fughe ben visibili. Interessante, comunque, il ricorso a un sistema di sicurezza dotato di transfer bar che impedisce lo sparo se il grilletto non è premuto a fondo, mentre suscita qualche perplessità il ricorso a semplici lamierini per componenti fondamentali quali il fermo del tamburo e l’impiego di una semplice molla a filo, veramente poco
potente, per spingere in avanti il braccetto che fa ruotare il tamburo. Altra caratteristica
da considerare è l’esiguità delle otto sporgenze – realizzate sulla stella di rotazione del
tamburo – su cui il braccetto deve agire; il rischio di usura non è trascurabile, anche se
l’arma in oggetto non è stata progettata per un uso intenso, così come d’altronde sono
un po’ tutte le snub. Lo scatto, pur non “da gara”, è accettabile: discreto in singola azione
e non troppo duro in doppia, anche se viziato da qualche attrito; il grilletto, in acciaio, è
abbastanza sottile e lo sforzo in doppia sembra maggiore di quanto non sia in realtà; in
particolare, la forma della parte superiore ha un netto spigolo che rischia di risultare
fastidiosa al dito che spara.
Posizione
Provincia
Milano
Città
Abbiategrasso
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