Descrizione
| Calibro | 303 british |
ROF Fazakerley 1945
Lunghezza totale 39-1/2 pollici; canna da 20-1/2 pollici con spegnifiamma. Calciolo in gomma; astina corta.
Un autentico fucile No. 5 (o "Jungle Carbine") presenta scanalature di alleggerimento ricavate nella forma del blocco canna e un'ampia fresatura del castello per alleggerirlo. (Rimuovete il paramano e cercate le scanalature della canna). Inoltre, un autentico No. 5 avrà la scritta "No5MKI" incisa elettroliticamente sul lato sinistro del castello e non avrà la dicitura "No. 4" stampata o incisa da nessuna parte. In aggiunta, un autentico No. 5 riporterà il codice del produttore corretto: "(ROF)F" per Fazakerley o "M47C" per BSA-Shirley. Infine, la fascetta della canna sarà a soli 8 pollici davanti all'anello del castello, anziché 10-3/4 pollici come su un fucile No. 4.
Negli anni '50 e '60, la Golden State Arms Co. di Pasadena, in California, modificò un discreto numero di fucili No. 4 accorciandone la canna, aggiungendo spegnifiamma e accorciando l'astina. Alcuni vennero anche equipaggiati con calci da caccia Fajen o Bishop. Questi fucili vennero chiamati con vari nomi, come "No. 4 Jungle Carbine", "Santa Fe Mountain Carbine" o "Mountain Rifle", ma tutti recavano la scritta "Golden State Arms" e "Santa Fe" impressa a rullo sulla canna. Belle conversioni aftermarket, ma niente di più.
Attualmente, Navy Arms sta facendo la stessa cosa con i fucili No. 4, vendendoli come "Carabine da giungla No. 5". A distanza sembrano autentici, ma presentano le marcature standard del fucile No. 4 e NON hanno le scanalature di alleggerimento sulla canna né i tagli di alleggerimento sul castello. Si tratta di falsi, o di "repliche" malamente camuffate.
Verso la fine della II G.M. gli inglesi si accorsero che si trovavano sin troppo spesso a dovere combattere nelle giungle asiatiche, dove l'utilizzo del lungo e pesante no. 4 creava parecchi problemi. Serviva un'arma da fanteria di dimensioni più contenute e di peso inferiore. Per ragioni di tempo, non fecero altro che modificare i no. 4 rendendoli più leggeri ed accorciando la canna di 6 pollici, ovvero di circa 15 centimetri, aggiungendo un coprifiamma conico alla sommità della canna.
Per alleggerirli... non venne risparmiato nessun "trucco", a partire dalla foratura del pomello dell'asta di armamento, come si può vedere qui sotto (per la cronaca... se il foro del pomello è ancora più largo di quello fotografato, è probabile che il fucile sia stato riarsenalizzato in India ad Ishapore. Se il foro è mancante, è possibile che si tratti di un'arma "taroccata" perché i no.5 sono parecchio più rari dei no.4, e parecchi rivenditori, perlopiù americani, si sono dedicati a trasformare i no.4 in no.5 per ottenere un fucile da vendere a prezzo più alto)
L'alleggerimento riguarda principalmente la canna (che diventa parecchio più corta, ed ha alcune vistose fresature sotto il copricanna) ed il receiver:
Gli americani definiscono la Jungle Carbine "the sexiest looking rifle produced during the war". E probabilmente hanno ragione... forse è il più bel fucile mai prodotto durante la II G.M. ... ma se andiamo a provarlo scopriamo che non ha grandi pregi a parte la leggerezza. Il problema più grave (non si sa quanto reale, e riportato soprattutto da fonti ufficiali dell'Esercito Britannico) è quello della tendenza a spostare il punto d'impatto del proiettile pur mantenendo inalterata la mira... c'è un dibattito su questo argomento che dura ormai da quasi 50 anni... non tutti sono convinti che si tratti di un reale problema tipico di tutte le Jungle Carbine, e non tutti sono d'accordo su quali possano essere le cause, anche se il parere prevalente è che il problema, se reale, fosse provocato dalle fresature di alleggerimento praticate su parte della canna. Confesso di non avere mai provato la mia Jungle Carbine oltre i 100 metri, ma non ho riscontrato il problema.
L'altro grosso problema è quello del rinculo, che purtroppo il calciolo in gomma non basta a mitigare. Personalmente non ritengo che il rinculo sia "insopportabile", ma forse il fatto avere una struttura decisamente "robusta" mi aiuta a sopportarlo. Ho fatto provare l'arma a mia moglie (che pesa la metà di me e che generalmente tira con l'arma corta) ed ha passato tutto il pomeriggio a massaggiarsi la spalla dolorante.
In effetti è opportuno ricordare che la carabina è stata prodotta con almeno due diversi tipi di alzo, quello "classico" Mark I con regolazione fine della distanza da 200 a 800 Yarde abbattibile per utilizzare la "diottra da combattimento", e l'alzo di tipo flip-up, con due diottre alternabili e non regolabili tarate a 300 e 600 Yarde.
L'alzo della nostra proposta, abbattibile, tarato fino ad 800 Yarde, e direttamente derivato dal Mark I:
Posizione
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